anno 2004 Antonia Arslan
 
Antonia Arslan

La masseria delle allodole

Rizzoli (Rcs libri spa), aprile 2004
 

È il 13 di Giugno e Antonia, che ha 5 anni, viene portata a "conoscere il suo santo" dal nonno Yerwant e dalla zia Henriette, una delle sopravvissute del genocidio degli armeni del 1915.
Così Antonia Arslan ci introduce nella sua famiglia, aprendoci la porta della memoria e portandoci indietro fino al 1915 in Anatolia. Ci presenta uno ad uno i protagonisti di questa storia, la storia del popolo armeno, descrivendoceli con tanta tenerezza e sentimento che quasi li vediamo, nei loro abiti, con i loro modi di fare, nelle loro abitudini, giocare a tric-trac, fare programmi di incontri che poi non avverranno mai.
Così incontriamo e impariamo a conoscere Zio Sempad, fratello minore di Yerwant, "accomodante e tranquillo", che si lasciava condurre dalla moglie Shushanig con cui aveva avuto 6 figli. Le altre sorelle e fratelli di Yerwant, da seconde nozze: le zie Veron e Azniv che nel deserto siriano durante la deportazione si stringeranno "cullandosi gentilmente a vicenda" con le "loro canzoni", lo zio Zareh che vive ad Aleppo e sarà uno dei protagonisti della salvezza di pochi, ma di così tanta speranza e compassione da illuminare le pagine di questo romanzo.
Tutto ruota attorno al desiderato incontro tra Yerwant, partito per Venezia a soli tredici anni, e Sempad, ognuno preso dai suoi piani e preparativi: Yerwant compra regali per ogni componente della famiglia che andrà ad incontrare e Sempad fa rimettere a nuovo la masseria delle allodole sperando che il fratello ritorni per sempre.
Ma la guerra scoppia e i preparativi, le chiacchiere e le scommesse sulla contessa italiana vengono bruscamente interrotte per lasciare il posto all'orrore della crudeltà umana che porta allo sterminio di un popolo.
Antonia Arslan ci racconta la tragedia della sua famiglia rivestendola di tanta dolcezza e amore che l'orrore e la tristezza lasciano il posto alla compassione ed anche alla speranza. La solidarietà umana, indispensabile per sopravvivere in tanto orrore, è affidata ad un mendicante mussulmano, ad una lamentatrice greca e a un prete ortodosso che veglieranno sulla triste carovana nel viaggio verso Aleppo. E alla fine di questo lungo viaggio solo pochi sopravvissuti e tanti ricordi oscuri da custodire.    

Antonia Arslan: laureata in archeologia è stata professore di letteratura italiana moderna all'università di Padova. Ha curato la traduzione delle raccolte "Il canto del pane" e "Mari di grano"del poeta Daniel Verujan

Giorgia Buselli