anno 2004 Nicole Janigro
 
Nicole Janigro

Casablanca serba

Feltrinelli Editore
 

Nicole Janigro, croata, è nata a Zagabria e vive a Milano. Ha pubblicato in Italia numerosi libri. Tutti partono dalla crisi che dagli anni '90 ha investito la Jugoslavia, il suo Paese, o quello che ne rimane, dopo circa 15 anni di divisioni e di guerre.
Casablanca serba è un'antologia che raccoglie racconti di scrittori noti ed esordienti, più e meno giovani. Racconti che si snodano nel territorio urbano delimitato da due fiumi, il Danubio e la Sava.
Alcuni anni fa, nei giorni delle incursioni aeree NATO, parteciparono ad una trasmissione televisiva di Michele Santoro alcuni intellettuali iugoslavi e giornalisti e commentatori italiani che avevano vissuto a lungo nei Paesi dell' ex Blocco comunista. Tutti erano contrari o scettici sui bombardamenti ma angosciati per la distruzione di Belgrado, da sempre, anche nei momenti di massima tensione, una città cerniera fra l'Est e l'Ovest. Nota per la vivacità dei suoi ambienti intellettuali, aperti e non ossequiosi al Regime, comunista prima e nazionalista, poi. Insomma, la Capitale culturale dell'Europa centrale ed orientale.
Anche oggi, Belgrado mantiene una funzione di crocevia fra l'Europa ed il mondo balcanico che, dopo le guerre, però, è più diviso, più povero e politicamente più debole.
Le raccolte di racconti lasciano spesso nel lettore una sensazione di monco e d'incompiuto. In Casablanca serba, anche se le motivazioni, le sensibilità e le pulsioni dei protagonisti dei vari racconti possono apparire simili a quelle di tante donne ed uomini del resto d'Europa, si avverte, pesante, il disagio per le conseguenze che l'instabilità politica può provocare alle esistenze individuali ed al futuro di tutta la collettività. Per i ragazzi di Novi Beograd, il futuro è più incerto. Il regime di Milosevic si mostra forte e debole a giorni alterni. La rivolta degli studenti può portare lontano o può finire da un momento all'altro con un pasticcio politico. Chi rimane, scrive di questo a chi è riuscito ad andare via, in altri Paesi. Un destino di violenza aleggia sulle incerte giornate di tutti. Chi rimpiange la Belgrado-paese del dopoguerra, chi si limita a scrivere storie private di sentimenti e di desideri. Pochi hanno un sogno; nessuno parla di speranze.