anno 2004 Arnaldo Testi
 
Arnaldo Testi

STELLE E STRISCE Storie di una bandiera

Editore Bollati Boringhieri

Betsy Griscom, una tappezziera figlia di un quacchero, mamma della STARS AND STRIPES, è la bandieraia dell'America che, su richiesta di George Washington, confeziona il primo vessillo.
Anzi, fa di più. Inventa la stella a cinque punte e confeziona centinaia di bandiere. Sarà una donna esemplare, operosa, geniale, più volte moglie e brava imprenditrice.
Da allora, la bandiera a stelle e strisce diventerà un formidabile simbolo religioso. Il totem della Nazione. L'espressione fisica di quella fede nazionale che costituisce l'unica vera religione del Paese.
E' merito di un maestro elementare se la bandiera diventa oggetto di culto, dopo l'organizzazione in una scuola del Wisconsin della giornata della bandiera: il FLAG DAY. Inizia così una rincorsa a creare, negli anni, cerimonie celebrative sempre più partecipate. Si arriva al giuramento, un gesto che convince della sacralità delle Stelle e Strisce anche quelli che americani non sono ancora: gli immigrati giunti dall'Europa, che vogliono sentirsi in una nuova casa.
Una famiglia di testimoni di Geova proverà a sottrarre i suoi figli all'obbligo del giuramento; seguiranno sentenze controverse.
Nel Novecento le bandiere saranno impugnate sia nelle prime manifestazioni di protesta che in quelle per i diritti civili. Attivisti del Ku Klux Klan che vogliono difendere la nazione bianca contro i connubi razziali e suffragette che rivendicano i diritti femminili. Impugnano le stesse bandiere ma impersonano interessi ed obiettivi assolutamente opposti.
La bandiera americana è particolare anche perché mutevole. Il numero delle stelle aumenta man mano che si inseriscono nuovi Stati. La bandiera diventa l'emblema di un impero sempre più vasto. I reggimenti che ottengono la sconfitta e la decimazione del popolo pellerossa non sono preceduti dalla bandiera a stelle e strisce ma sono guidati da altri stendardi. Nelle stampe d'epoca la fine del generale Custer a Little Bighorn sarà, però, raffigurata con la bandiera americana; il patriottismo val bene un piccolo falso storico.
Nei primi anni del '900 sarà sancito il divieto di usare l'emblema sacro del Paese ed i suoi colori per la pubblicità; è il colmo per la culla della libertà commerciale.
Alla fine della seconda guerra mondiale il vessillo offeso dalla proditoria aggressione giapponese a Pearl Harbor sarà salvato dalle macerie e piantato dai marines a Iwo Jima, la prima isola del Giappone conquistata dagli americani, che ritraggono la scena in una foto storica che farà epoca.
Negli anni '60 artisti, musicisti e contestatori saranno attratti dalla bandiera che bruceranno in piazza, esalteranno nei quadri e riprodurranno sui loro strani vestiti. Rabbia ed amore. Fino ai giorni nostri.
La statua di Saddam Hussein, dopo l'ingresso delle truppe a Bagdad, prima di essere abbattuta
sarà avvolta nella bandiera a stelle a strisce. Una scelta incauta di un soldato di origine cinese, soltanto pochi minuti, il tempo della foto-ricordo.