anno 2004 Gianni Amelio
 
Gianni Amelio

IL VIZIO DEL CINEMA - vedere, amare, fare un film

Einaudi editore
 


Vedere, amare, fare un film. E il sottotitolo che il regista Gianni Amelio ha scelto per il suo libro. 277 pellicole, celebri, note e dimenticate, di cui occuparci, per conoscerne la storia ma anche per ricevere indiscrezioni sulle fasi di lavorazione, sui protagonisti e sulle loro vicende segrete.
Il Novecento č stato il secolo del cinema. Il passaggio dal film muto alle prime riprese in esterno. La rivoluzione del sonoro, i film musicali. Il colore, fino agli effetti speciali e sofisticatissimi di oggi.
Gianni Amelio č ammaliato dal cinema. Si rammarica per non poter pių fare come i ragazzini,
disponibili a rivedere in continuazione lo stesso film in un pomeriggio. Quasi una dipendenza, un bisogno fisico della pellicola. Una passione grandissima che faceva superare, negli anni '50, il freddo delle sale nei mesi estivi e l'affollamento da rissa nei mesi invernali. Sale fumose per uno spettacolo popolare che ha documentato la crescita del Paese, le ricostruzioni del dopoguerra ed il miracolo dell'Italia, che si improvvisa potenza industriale, dopo essere stata terra di contadini, costretti ad emigrare oltreoceano.
Il cinema di oggi ha altri sistemi di diffusione. Le pellicole sono tutte di 1° visione. Sono in programmazione per pochi giorni. Puoi vedere il film soltanto una volta, prenoti il posto, ti garantiscono il parcheggio. Ma le sale sono sempre pių piccole.
Allora, tanto vale starsene a casa. In poltrona, con videoregistratore o DVD, ci si prepara a godere il pių fantastico spettacolo del mondo. E il cinema perde, cosė, il fascino dell'evento, del contatto con tanti altri sconosciuti spettatori alla ricerca di comuni emozioni.
Il giovanissimo Gianni Amelio non si limitava soltanto a vedere pių volte i film; ne registrava anche il voto di gradimento su un quadernino.
La lunghissima lista di pellicole che inizia nel 1955 si conclude nel 1959. Il regista ha preso come base i suoi appunti giovanili ed ha continuato con tanti altri film.
Una lezione di tecnica, studiando le inquadrature finali di Ladri di Biciclette girato da Vittorio De Sica nel 1948.
I sogni dei poveri per affascinare gli altrettanto poveri spettatori in Miracolo a Milano, sempre di Vittorio De Sica nel 1951.
Il fascino segreto di un film passato alla storia come uno dei pochi girati del fenomeno James Dean, in Il Gigante di Gorge Stevens del 1956.
La tensione di testa e di cuore del regista Comencini, di Alberto Sordi ed Eduardo De Filippo in Tutti a casa del 1960.
La magnifica freschezza della vecchiaia di Luis Bunuel, che gira Bella di Giorno nel 1967.
E' questo il vizio del cinema. Il vizio di vedere, amare e fare un film.